E adesso…Bresaola!

La settimana scorsa sono stata a Livigno (So) per seguire gli Adventure Awards (http://www.adventureawards.it/), un festival bellissimo dedicato a chi vive la vita come una grande avventura. Qui ho assaggiato la “Brisaola”, nome locale della Bresaola Valtellinese. Il termine deriva dal dialetto “brisa” che traduce l’italiano arcaico “brasa” cioè brace, dove un tempo veniva asciugata. Per conservarla al meglio, come la bresaola, si deve avvolgere in un panno inumidito nel vino bianco: così si mantiene più a lungo il colore rosso fiammante e anche il sapore aromatico. Se si dovesse presentare il caratteristico fiore, una muffa di colore grigio-verdastro, può essere rimossa con acqua corrente. E’ bene aspettare quindi che si asciughi prima di proseguire al taglio.

Ecco poi qualche abbinamento:

  1. In carpaccio con olio, limone, pepe nero e scaglie di grana.
  2. Con rucola, pomodori o verdure grigliate.
  3. Con formaggi morbidi, come la crescenza o la mozzarella.
  4. Con il paté di olive nere (si può comprare o prepararlo da soli, frullando olive nere senza nocciolo, olio extravergine di oliva e qualche acciuga).
  5. Il più insolito: ananas fresco e aceto balsamico.

E come vino? un bianco di buona struttura o un rosso delicato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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